L'impenetrabile splendore del cuneo fiscale
(rispondendo all'invito di un commentatore)
"Io credo che nell'attuale situazione politica, sia urgente individuare un percorso unitario che consenta di affrontare l'emergenza nell'ottica di uno sviluppo equilibrato, ferma restando la massima considerazione per gli aspetti socioeconomici della questione. Per questo offro la mia umile personcina al servizio della collettività, consapevole della responsabilità che grava sui miei ancor più umili lombi. Del resto, la scure implacabile della recessione e il generale Inverno impongono al Paese soluzioni nuove e radicali, sul modello di quelle già illustrate nella mia bozza programmatica. Si tratta di avviare un vasto piano di iniziative che tendano alla valorizzazione della vita come valore, della morte come disvalore e della malattia come disagio. Sul piano economico sarà opportuna un'iniezione di fiducia che consenta una rapida attivazione della fiscalità di vantaggio e che non vada disgiunta da un'offensiva democratica che metta al centro del dibattito l'impenetrabile splendore del cuneo fiscale. Non tralasciando la necessità di un solido piano di infrastrutture, mi sento anche di porgere un doveroso e sentito ringraziamento alle forze dell'ordine per l'abnegazione e lo spirito di servizio dimostrato. Per questo vi chiedo di votare il Partito liberaldemocratico dei socialisti rivoluzionari (Plsr). Perché noi, cari coglioni che ci voterete, lottiamo per un'Italia più moderna, solidale, democratica e federale".
Ricevute
C'è questa busta bianca sgualcita. Con la mano sprofondo in un mucchietto di pezzi di carta. Li prendo, li scarto. Navigazione Canal Grande, 26 novembre 2005, 5 euro. Lizz Wright, Umbria Jazz, 14 luglio 2005, 17 euro. Gruppo Cremonini, 8 novembre 2005, 57 euro. Piccolo Teatro, 18 ottobre, 162 euro. Hotel Paris Republique, 7 novembre 2004, 61,7 euro. Chez Regis, Saint Tropez, 6 luglio 2004, 69 euro. La Hune, Parigi, 7 luglio 2005, 51,49 euro. Hotel Kingston, Roma, 1 ottobre 2005, 170 euro. Mi fermo. La carta esiste tra i polpastrelli. Guardo i contorni dei mesi, delle stagioni, la malinconia dei giorni che si separano dalle cose. Riprendo. La Carbonara, Campo de' Fiori, 18 dicembre 2005, 24 euro. Pizzeria Rugantino, Isola del Liri, 8 dicembre 2005, 31 euro. Intercity Bologna-Cattolica, 11 giugno 2004, 3 euro. Trattoria del Nuovo Macello, Milano, novembre 2005, 72 euro. Cavour 313 Roma, dicembre 2005, 41 euro. Il Caminetto, Roma, 3 dicembre 2005, 57 euro.
Questo lasciatevelo dire
Non voglio che Clara - Cd Aiuola (un'etichetta piccola ma curata)
In uscita il 21 marzo 2006
L'amerò, sarò costante
Lei pensava che "è sempre l'indulgenza che rovina tutto" e si preparava a demolire il suo sguardo. Lui si riconosceva nell'ateo praticante che "si mette apposta un po' in disparte, per dissentire dalla predica". Lei aveva un corpo perfetto che non riusciva a perdonarsi. E ripeteva a mezza voce l'aria di Aminta: "L'amerò, sarò costante". Lui aveva cominciato a tacere sempre più spesso. Ma specchiandosi nei marmi lucidi, si riconosceva fiero.
In agguato dietro il Monumentale, la primavera era un sole freddo. Si videro ancora una volta, poi si dimenticarono. Anni dopo, lui la vide uscire da un ristorante e non la riconobbe. Lei lo guardò allontanarsi e sospese nell'aria un gesto di saluto.
Convincere non convinco
Ora che non ci sei più ti saluto con lo sguardo, sorrido e rifletto sull'usura delle parole. Mi sforzo di renderle più lievi. Sprofondato in una dimensione prepolitica che non promette nulla di buono, scruto compulsivamente outlook, tiscali, voila, sirio, nokia, compaq, blackberry, ipod. Cerco di sfuggire a una conferma che si insinua tra le scapole ghiacciate dall'assenza. Roland Barthes mi avverte, con la solita arroganza: "Convincere richiede un apparato logico o pseudo-logico che viene chiamato probatio: attraverso il ragionamento si tratta di fare una certa violenza allo spirito dell'ascoltatore, il cui carattere e disposizioni psicologiche non entrano in conto. Le prove hanno una forza loro". Ma convincere non convinco, non ho prove da esibire, commuovere neanche, perché qui si tratterebbe persino di "mobilitare le prove soggettive morali" e questo è decisamente superiore alle mie forze. Anche ieri sono caduto nel ridicolo, ho ceduto all'"immutabile tratteggio salmastro dell'identità", mi sono avvitato in una spirale di deduzioni esauste che ho finito per versare dentro certi bicchieroni pieni di ghiaccio, li ho svuotati con destrezza, ho danzato il ballo dei cosacchi con fierezza antica, ho solidarizzato con il bartender assediato dietro il bancone, poi mi sono chinato, ho baciato Serena sulle guance e ho visto la mia vita passarmi davanti, voltare a sinistra e sparire in fondo a via Ripamonti.
Lividi blu

Che ne so, divagavo pensando che le storie che non finiscono mai è perché forse non sono mai cominciate, vicoli ciechi non ancora imboccati, roba informe che si nutre di parole mai pronunciate, storie bulimiche di lune crescenti immerse nei soli promettenti del mattino, haiku che fanno il morto galleggiando sul fluido amniotico di ricordi embrionali e stronzate simili. Ecco, non so, forse non sono in tema, mi rendo conto, è che cercavo anch'io un escamotage surrealista ma non ne vuole sapere proprio di uscire, mi accontenterei anche solo di un'irruzione situazionista, ma niente, niente, nessuna traccia di bréton, dove sei, ce la meritiamo noi anna oxa, ingolfati in queste città di merda fatte di xerox e compaq e tratto pen rinsecchiti e laminati che crollano, niente urbanismo unitario, solo lividi blu che non vengono via neanche con il vetril, qui a riempirci l'intestino di immagini in technicolor e a rimuginare sulle storie che mulinano intorno, noi fermi, al centro, nello spazio vitale, senza un soffio di vento a farci compagnia.