Romina
Cosa vedi dalla finestra, cosa vedi, vedo Romina, gesso bianco su muro sbrecciato di villa Pamphili, gesso bianco di mano che ha inciso, gesso bianco di uomo o donna delusa, Romina, appunto, o amica di Romina che con le mani in tasca camminava nel gelo alpino di monteverde rinchiusa nella densità dell'odio, gesso bianco che recita muto sul sottofondo paludoso di una domenica autunnale, gesso bianco che scrive in spessore licenziata con tanto di sbaffo allungato sulla i, licenziata, e poi va a capo, come ad aver concluso faticosamente una storia antica, lunga e disperata, storia sigillata dentro una parola, licenziata, gesso bianco che scrive licenziata, con il suo sbaffo, poi va a capo, romina, il soggetto o l'oggetto del gesso, del gesto, del getto, e dopo Romina, 4 con il pallino, 4°, che viene dopo uno e due e tre e li sottintende e li fa rivivere, e dopo 4°, il gesso declina verso la fine, compie il suo dovere fino in fondo, annuncia, pronuncia, denuncia, licenziata, a capo, romina, 4°, gravidanz, licenziata romina 4° gravidanz, si perde la a nella ruvida carezza ingessata del muro, lenimento e oblio di mano della donna-uomo che passando un giorno d'autunno lungo le mura declinanti di via vitellia lancia l'urlo silenzioso a pochi metri dalla mano che fonde e confonde il suo amore il suo umore dentro un'altra donna ina come romina, sibillina signora dei sogni.
questa storia degli uomini poligami, degli uomini bamboccioni, che non sanno resistere al sesso, alle tentazioni, degli uomini che sono incapaci di fedeltà e passioni eterne, degli uomini che non sono più quelli di una volta, questa storia che tanto nausea, a ragione, le donne, questa storia è più complicata di così e se hai una donna che ami e una figlia e hai 40 anni, finisce che entri ed esci dai portoni, non trovi il bottone d'apertura del cancelletto, ti smarrisci, ti guardi intorno confuso ed esci dal libro di Piccolo frastornato e infelice, confortato o definitivamente sconfitto, con la sensazione che questo libro dovrebbe essere proibito e bruciato sulla pubblica piazza oppure letto e divorato dagli uomini e dalle donne, per trovare la via d'uscita o non uscire più.