Come quando
Come quando ripensi a quella volta che lei ti stringeva forte e tu sentivi il suo odore con il naso appoggiato sul collo, il collo era bianco e pulsante, e tu con il naso non ti ci appoggiavi proprio, la sfioravi appena, per paura di, per paura, e allora poi lei ti stringeva forte e tu finivi per dormire intrecciato a lei, con quel corpo pulsante che era diventato parte del tuo corpo, un unico respiro affannoso, fisica applicata alla chimica, come in quell'anno che non ricordi più che anno era e poi ora la incontri di nuovo con il cuore che fa una pausa, come se aspettasse anche lui qualcosa, e poi la guardi e le sorridi e vi dite ti ricordi e tu le dici ti ricordi con una verità che avevi dimenticato e quel ricordo non è più nulla, nulla, nient'altro che una frase inerte e imbarazzata, l'involucro vuoto del tuo passato che può rivivere solo nella solitudine deformante della memoria, la solitudine ipocrita e consolatoria del tuo passato, che sei tu, in quest'ora che si perde nella sera.
